L’invio dei modelli Intrastat è rinviato al 30 giugno Resta al 31 marzo l’invio della Cu collegata alla precompilata

Stop a tutti gli adempimenti tributari con scadenza entro il 31 maggio, con la sola eccezione di quelli collegati alla predisposizione della dichiarazione precompilata. Pertanto, salta anche la presentazione   dei modelli Intrastat che, come sottolineato anche dalle Dogane, andrà «effettuato entro il 30 giugno senza applicazione di sanzioni». Slitta anche la presentazione dell’esterometro relativo al primo  trimestre.

L’articolo 62 del decreto «Cura Italia» (Dl 18/2020) prevede la sospensione degli adempimenti tributari in scadenza nel periodo compreso tra l’8 marzo e il 31 maggio. Misure ad hoc sono invece previste per i versamenti e per l’effettuazione delle ritenute alla fonte e le trattenute relative all’addizionale regionale   e comunale.

Unica eccezione all’esonero è quella prevista per gli invii di dati “collegati” alla dichiarazione precompilata (in primis, le certificazioni uniche), seppur con le tempistiche dilatate previste dall’articolo 1 del Dl 9/2020.

Pertanto rientrano nella sospensione anche i modelli Intrastat, a partire da quello in scadenza domani 25 marzo, visto che non si vede come questi non possano essere considerati adempimenti (anche) tributari.

Tuttavia, va osservato che l’invio degli Intrastat non è esclusivamente frutto di scelte interne di natura fiscale. Infatti, l’obbligo di trasmissione dei dati statistici, così come definito dai regolamenti (Cee) n. 638/2004 (in vigore fino a tutto il 2021) e n. 1982/2004, risponde anche all’esigenza di monitoraggio degli scambi intracomunitari da parte della commissione Eurostat.

Tale considerazione non comporta però il venir meno della sospensione dell’adempimento, come comunicato dall’agenzia delle Dogane il 20 marzo. E questo anche perché, in base al paragrafo 2 dell’articolo 12 del regolamento 638/2004, gli Stati membri trasmettono alla Commissione (Eurostat) i risultati mensili degli scambi totali di beni, se necessario ricorrendo a stime.

Resta inteso che i contribuenti potranno comunque inviare spontaneamente gli Intrastat in scadenza fino al 31 maggio. In questi casi, non sarà necessario il rispetto degli ordinari termini di presentazione e, pertanto, non risulteranno sanzionabili eventuali invii “tardivi”. Ad esempio, se il modello relativo a febbraio in scadenza domani (25 marzo), fosse presentato il 26 marzo e fino al 30 giugno, non potranno essere applicate sanzioni, né (evidentemente) sollevate questioni sul regime di non imponibilità delle cessioni intraUe, subordinato, fra l’altro, alla regolare presentazione degli elenchi (articolo 138,  paragrafo 1-bis, direttiva 2006/112 in vigore dal 2020).

Infatti, il comma 6 dell’articolo 62 del decreto «Cura Italia» stabilisce che gli adempimenti sospesi ai sensi del comma 1 vanno effettuati entro il 30 giugno, senza applicazione di sanzioni.

Questo significa che, salvo ulteriori differimenti, entro tale data i contribuenti dovranno trasmettere i modelli Intrastat relativi ai mesi da febbraio a maggio, ovvero al primo trimestre (per le cessioni).

Da un’altra prospettiva, l’invio dei modelli con l’ordinaria tempistica potrebbe però essere utile a monitorare l’andamento degli scambi intracomunitari e fornire dati utili per misurare l’effettivo impatto negativo da coronavirus. In quest’ottica, il Governo disporrebbe di dati ufficiali che, insieme ai flussi di e-fatture e corrispettivi elettronici, consentirebbero di meglio valutare le necessarie misure di sostegno alle imprese.

Infine, sempre in tema di operazioni con l’estero, slitta al 30 giugno anche la presentazione

dell’esterometro, divenuto ora trimestrale.

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