Indennità con dote a esaurimento e in attesa delle regole Inps

Il decreto in gazzetta. Tridico valuta il click day per il bonus da 600 euro destinato agli autonomi. Gualtieri tranquillizza chi teme di essere escluso: «Gli interventi proseguiranno anche ad aprile»

Le indennità messe in campo dal Governo per sostenere lavoratori, famiglie e autonomi hanno tutte, o quasi, due fattori comuni: non sono automatiche e sono ad accesso limitato. Per tutte quelle gestite dall’Inps, dai congedi parentali per i figli ai voucher o ai bonus da 600 euro, l’erogazione avverrà secondo le regole che saranno fissate dall’Istituto di previdenza probabilmente questa settimana e saranno soggette al meccanismo del cosiddetto “rubinetto”. L’Inps, ente erogatore, via via che riceverà

le domande di aiuto dovrà monitorare il flusso delle richieste con quello delle risorse messe a disposizione dal decreto per ogni singola indennità. Non appena si renderà conto, anche «prospetticamente», che le risorse non saranno sufficienti l’Istituto sospenderà l’erogazione dei bonus, chiuderà cioè “il rubinetto”.

È lo stesso presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, ad annunciare che sta lavorando a un’ipotesi di “click day”. Le modalità per ottenere il bonus da 600 euro, che non concorre alla formazione del reddito, previsto per una platea di 5-6 milioni di autonomi, professionisti con partita Iva, collaboratori, operai agricoli e stagionali saranno indicate in una circolare attesa per questa settimana; la corsa agli indennizzi probabilmente scatterà la prossima settimana, mentre i pagamenti arriveranno ad aprile. Sarà

necessario dotarsi di pin, l’ Inps punta ad una procedura di pagamento ah hoc, snella, l’indennità potrebbe essere caricata in una sorta di borsellino virtuale, nell’ambito delle risorse limitate. Rispetto alle preoccupazioni di chi teme di essere escluso, il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, getta acqua sul fuoco: «Gli interventi sono previsti per marzo ma vogliamo proseguirli, monitorandoli, ne seguiranno altri ad aprile».

Esclusi dall’indennità di 600 euro, i professionisti iscritti a Casse di previdenza, ordini o albi professionali potranno richiedere l’erogazione di un’indennità, definita “reddito di ultima istanza”. Per le modalità e la successiva erogazione del bonus, finanziato dal Dl con 300 milioni, bisognerà attendere le regole fissate dai ministeri del Lavoro e dell’Economia nei prossimi 30 giorni.

Con una circolare Inps potrebbe essere chiarito anche il solo beneficio automatico tra gli indennizzi messi in campo dal Governo: l’aumento da 3 a 12 giorni dei “permessi 104” per l’assistenza di parenti fino al terzo grado portatori di handicap per il mese di marzo e il mese di aprile. In sostanza potrà ottenere in tutto 18 giorni di permesso, 3 per ogni mese e i 12 aggiuntivi.

Quanto ai lavoratori con i figli fino a 12 anni rimasti a casa per la sospensione delle lezioni, hanno diritto dal 5 marzo, per un periodo continuativo o frazionato non superiore a quindici giorni, al congedo con un’indennità pari al 50% della retribuzione. Il congedo lo riconosce il datore di lavoro, ma per le modalità operative le istruzioni dell’Inps potrebbero arrivare in settimana. Attese anche per l’accesso alla misura alternativa, il bonus di 600 euro per l’acquisto di servizi di baby-sitting: anche in questo caso le famiglie dovranno dotarsi di pin, e la procedura Inps dovrebbe ricalcare il libretto famiglia in versione semplificata.

Ai lavoratori con redditi fino a 40mila euro che in questi giorni di serrata obbligata continuano a recarsi sul posto di lavoro, il datore di lavoro dovrà riconoscere direttamente nella busta paga di aprile (o a conguaglio) un bonus aggiuntivo di 100 euro, commisurato alle giornate di presenza.

Il decreto riconosce un credito d’imposta del 60% del canone di affitto del mese di marzo 2020 della bottega o del negozio dove artigiani e commercianti svolgono la loro attività, obbligati alla chiusura. Il beneficio fiscale non è riconosciuto a tutte quelle attività che sono rimaste aperte nei giorni di contenimento del contagio ed elencate nel Dpcm dell’11 marzo 2020. Il credito d’imposta sarà spendibile in compensazione, dunque di fatto è un bonus automatico o al massimo rinviato a maggio, quando una buona parte di questi contribuenti tornerà a versare imposte e contributi.

Per artigiani, commercianti e professionisti, che attiveranno procedure di sanificazione per contenere il contagio da Covid-19, per il periodo d’imposta 2020 è riconosciuto un credito d’imposta del 50% delle spese di sanificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro sostenute e documentate fino ad un massimo di 20mila euro per ciascun beneficiario. Il limite di spesa stanziato è di 50 milioni di euro per il 2020. Per ottenere il credito bisognerà attendere regole e istruzioni dei ministeri dello Sviluppo economico e dall’Economia. Il riferimento all’anno d’imposta 2020 lascia intendere che il credito sarà

spendibile con la dichiarazione dei redditi presentata nel 2021.

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