Prova delle cessioni intracomunitarie – Novità dall’1.1.2020

1 premessa

La direttiva 2018/1910/UE ha modificato la direttiva 2006/112/CE in materia di IVA, prevedendo una nuova disciplina per le cessioni intracomunitarie.

In ragione di ciò, il Regolamento UE 4.12.2018 n. 1912, modificando il Regolamento UE 15.3.2011 n. 282, ha introdotto specifiche presunzioni relative all’effettuazione delle anzidette cessioni in­tra­comunitarie.

La nuova disciplina, prevista dalla direttiva 2018/1910/UE e dal Regolamento UE 282/2011, di­vie­ne efficace a decorrere dall’1.1.2020.

2 nuova disciplina delle cessioni intracomunitarie

L’art. 138, par. 1, della direttiva 2006/112/CE, risultante dalle modifiche applicabili dall’1.1.2020, stabi­li­sce l’esenzione da IVA (non imponibilità IVA, secondo la dicitura nazionale) in favore delle ces­sioni di beni spediti o trasportati, fuori del loro rispettivo territorio ma nella Comunità, dal vendi­tore o dall’acquirente o per loro conto, al rispetto delle condizioni seguenti:

Inoltre, il regime non si applica qualora il cedente:

3 prova delle cessioni intracomunitarie

Il nuovo art. 45-bis del Regolamento UE 282/2011 introduce una presunzione relativa al trasporto o spedizione dei beni da uno Stato membro ad un altro Stato o territorio della Comunità, con riferi­mento al regime di esenzione (non imponibilità IVA) proprio delle cessioni intracomunitarie di cui all’art. 138 della direttiva 2006/112/CE.

3.1 presunzioni

A norma dell’art. 45-bis, par. 1, del Regolamento UE 282/2011, si presume che i beni siano stati spediti o trasportati in un altro Stato membro della UE, in uno dei casi seguenti:

La dichiarazione scritta, rilasciata dall’acquirente al fornitore, deve essere rilasciata entro il decimo giorno del mese successivo alla cessione intracomunitaria.

La presunzione può essere rifiutata dall’Amministrazione finanziaria.

3.2 elementi di prova non contraddittori (lettera a)

L’art. 45-bis, par. 3, del Regolamento UE 282/2011 individua, come elementi di prova della spe­dizione o del trasporto, i vari documenti relativi al trasporto o alla spedizione.

Si tratta, a titolo esemplificativo:

3.3 elementi di prova non contraddittori (lettera b)

Gli ulteriori elementi di prova non contraddittori, di cui all’art. 45-bis, par. 3, del Regolamento UE 282/2011, sono rappresentati dai documenti seguenti:

4 recepimento a livello nazionale

Le disposizioni contenute nella direttiva 2018/1910/UE non sono state ancora recepite dall’ordina­mento italiano, né è attualmente prevista una delega al Governo al riguardo.

Le disposizioni aventi efficacia dall’1.1.2020 si ritengono applicabili, anche a livello nazionale, in ra­­gione del principio di efficacia diretta delle direttive comunitarie, qualora la norma sia chiara, pre­cisa e incondizionata non richiedendo, pertanto, misure di recepimento nazionale.

In una situazione analoga (recepimento dell’art. 2 della direttiva 2008/8/CE in materia di territo­rialità IVA delle prestazioni di servizi), la circ. Agenzia delle Entrate 31.12.2009 n. 58 aveva infatti pre­ci­sato che alcune delle disposizioni della direttiva in corso di recepimento erano “sufficien­te­men­­te dettagliate e tali da consentirne la diretta applicazione almeno per ciò che riguarda le re­gole ge­nerali”.

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